La cataratta è una opacizzazione del cristallino. Da un punto di vista epidemiologico, rappresenta la principale causa di cecità nel mondo e una delle principali cause di cecità legale nei Paesi industrializzati. La classificazione della cataratta avviene sia in base all’età di insorgenza, sia in base alla localizzazione e sia in base alla presentazione obiettiva. La cataratta insorge con l’avanzare dell’età e consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino, che è la lente naturale dell’occhio. Per capire meglio il fenomeno proviamo a paragonare l’occhio ad una macchina fotografica.

Sia l’occhio sia la macchina fotografica hanno lenti di focalizzazione: la lente della macchina fotografica focalizza e trasmette l’immagine sulla pellicola così come la cornea e il cristallino dell’occhio focalizzano l’immagine sulla retina. Oltre l’età, che rappresenta la causa principale, altri fattori di rischio responsabili dell’insorgenza della cataratta sono la familiarità (tra i consanguinei altri che ne sono affetti), le radiazioni ultraviolette (presenti nei raggi solari), il fumo di sigaretta, il diabete, l’eccessivo consumo di alcool e traumi agli occhi.

Queste cause sono responsabili della “cataratta senile” che rappresenta il 99% dei casi. Esiste poi una forma chiamata “cataratta congenita”, che rappresenta meno dell’1% di tutte le cataratte: si manifesta sin dalla nascita ed è dovuta a mutazioni geniche o a infezioni virali contratte dalla madre durante la gravidanza. L’intervento richiede sempre l’apertura chirurgica del bulbo, anche se l’ampiezza del taglio si è andata progressivamente riducendo negli anni, grazie anche alla produzione di cristallini artificiali espandibili, che vengono inseriti nell’occhio con un iniettore.

L’intervento alla cataratta oggi

Diversamente dal tipo di intervento di cataratta che si eseguiva anni fa, attualmente il nucleo del cristallino viene frantumato dal chirurgo mediante una sonda ad ultrasuoni “facoemulsificatore”, il che ha comportato la riduzione dei tempi d’intervento; tuttavia, quanto più la cataratta è “matura” (ossia più è in fase avanzata), più il nucleo lenticolare diviene duro ed il chirurgo impiega più tempo nel processo di facoemulsificazione.