I bar sono tra le attività più rappresentative e caratteristiche del nostro Paese. C’è chi non può rinunciare alla pausa caffè, oppure alla colazione del mattino, o chi ancora preferisce passarci un’oretta dopo il lavoro per un aperitivo vivace.

La tradizione però, come sempre, è eterna finché dura. Anche in Italia si sta gradualmente assistendo ad un nuovo modo di intendere la pausa caffè, quella caffetteria per colazioni e spuntini che sta diventando, lentamente, una componente imprescindibile dei centri delle nostre città.

Morte del bar? Sicuramente no, ma i locali vecchio stampo non potranno che adeguarsi a questa nuova ondata di locali che sono mediamente più rapidi, maggiormente specializzati nelle varietà di caffè e generalmente più attenti ad una clientela moderna e dinamica.

Bar contro caffetteria: due stili a confronto

Il bar lo conosciamo tutti: bancone affollato, dove forse spesso è anche difficile godersi la colazione. Selezione di cornetti, spesso non di eccellente qualità e salato pressoché inesistente.

Questo almeno per quanto riguarda la mattina. Dal dopopranzo cominciano a comparire gli alcolici e il bar si riempie di una clientela sicuramente diversa.

Senza parlare poi dei concorsi a premio per i bar con ricevitoria incorporata. Lotto, Superenalotto, gratta e vinci e talvolta anche slot machines. L’ambiente potrebbe essere non dei più accoglienti per le famiglie e per i più giovani, e anche per chi vorrebbe qualcosa di più moderno e al passo con i tempi per la colazione.

Ed è qui che entra in gioco la caffetteria, un luogo più moderno, nato per servire tipicamente caffè, cappuccino, paste da colazione e anche salati caldi. Un autentico paradiso per chi ama fare colazione sedendosi al tavolo (che è sempre disponibile, al contrario di quanto avviene nei bar).

Con la possibilità, in aggiunta, di lavorare qualche minuto comodamente al computer, senza doversi sentire un impiccio per il proprietario.

Un modo nuovo dunque di approcciarsi al cliente e alla colazione, con la quale il bar tradizionale, per forza di cose, dovrà fare i conti.

Il bar non è morto, ma dovrà rinnovarsi

Non siamo qui a cantare la morte del bar, ma per onorarlo, perché siamo certi che riuscirà a trovare la spinta giusta per rinnovarsi e per limare qualche aspetto che non è più nelle grazie della maggioranza dei clienti.

I bar in Italia sono ancora tantissimi e con ogni probabilità rimarranno ad essere una presenza costante e rassicurante nel nostro quartiere e nella nostra città.

Quello che dovranno fare è raccogliere il guanto di sfida si soluzioni più moderne, che spesso arrivano da catene meglio organizzate e anche più competitive sotto il profilo del prezzo.

Non tutto il nuovo vien per nuocere e le nuove sfide – nonché i momenti di crisi – sono spesso un’occasione per rilanciarsi, per lasciarsi alle spalle il vecchio e per tornare a fare sul serio.

C’è spazio a sufficienza per ospitare caffetterie e bar, soprattutto in un Paese che ha costruito intorno al caffè una parte importante della propria identità.

Se cambierà il modo e il luogo dove consumarlo, nessuno si stracci le vesti. Anche solo 50 anni fa il bar come lo intendiamo noi era assolutamente inimmaginabile.